horsttappertAnnie che tenta di fare un fotomontaggio sulla locandina di Delitto al ristorante cinese usando Paintbrush.

Mio fratello che ascolta a loop la sigla de L’Ispettore Derrick per campionarla in una base hip hop.


La vie en rose

10dic08
Tenerone

Tenerone

In questi giorni, quando piove – cioè, sempre – sto sfoggiando una bellissima giacca impermeabile comprata ben tre anni fa e mai usata. Il che vi fa capire come io sia inevitabilmente vestita sempre all’ultimo grido (che, suona, l’ultimo grido, come C*zz*, non ho più niente da mettermi!!!). Questa giacca è davvero carina, e rosa; un’assoluta novità per chi, come me, quando non veste di nero è perché veste di grigio, tanto che mi ci sono voluti per l’appunto tre anni prima di superare il timor panico di somigliare al Tenerone e metterla per uscire di casa. Che poi la cosa veramente bella è che ha il cappuccio, fondamentale per me che odio l’ombrello – anche se ne ho sempre uno con me. Nero, ovviamente.

Insomma, l’altra sera scendo alla mia fermata della metropolitana, sento scrosciare la pioggia, tiro su il mio cappuccetto e faccio per uscire, ma vedo che Angusto, con il quale ho appuntamento, ancora non c’è in cima alle scale, così me ne resto lì, al riparo, in attesa che arrivi. Nel frattempo, la gente si incammina rapida su per le scale, armeggiando con gli ombrelli, senza per questo tralasciare di lanciarmi uno sguardo perplesso; una, due, tre… tutte le persone che passano si prendono un secondo o due per fissarmi. Boh… penso io, chissà che hanno tutti da guardare… Ed ecco che arriva Angusto, con un delizioso ombrellino verde acido rubato dall’ufficio per l’occasione, e poi restituito. Salgo baldanzosa verso di lui e lo vedo sorridere con insolita enfasi.
- Ciao amore, come va? -
- Bene! – sorrisone.
- Che te ridi? -
- No, è che… con quel cappuccio sembri un follettino… -
- Ah, ma non mi sta bene? Non sono carina? -
- Sì, sei carina in modo buffo. -


ABBA

Ebbene sì, lo ammetto: io adoro gli ABBA. Quando qualche settimana fa con Angusto siamo andati a vedere Mamma mia!, la gente nel cinema pensava che io avessi le pulci, visto che avevo la pretesa di ballare da seduta – e sì che mi sono trattenuta dallo scattare in piedi e dar vita a una delle mie improbabili coreografie! Insieme all’Ikea e alle iscrizioni runiche, gli ABBA sono uno dei motivi per cui la Svezia mi sembra un grande paese; qualcuno mi dirà piuttosto che le svedesi sono delle gran bonazze, cosa che concedo, ma insomma… io resto affezionata alle rune, di cui tra l’altro ebbi la prima, vaga nozione leggendo un numero di Cioè sotto l’ombrellone. Lasciamo perdere.

Comunque, ieri il mio sogno si è avverato: ho cantato negli Abba. E anche Angusto, eh. Non è neanche andata tanto male, anzi, tra Fernando e The Winner Takes It All ho dato ottime prove da solista. Insomma, per ragioni tricologiche (io) e barbotiche (Angusto), nonché per una certa coerenza di coppia, ho deciso che noi due saremo Frida e Benny: ora rilancio dunque il mio progetto, trovare un’altra coppia che accetti i ruoli di Agnetha e Björn per poter mettere su la nostra Abba cover band.

Chi mette un commento di senso compiuto in alfabetico runico vince la bonus edition della mia versione di The Winner Takes It All (ma anche no).




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